February 15, 2005

Fit-Boxe

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Venerdi sera ho scoperto la Fit-Boxe.
Ho già raccontato che sono una neofita della palestra, la mia indole naturale varia dal pigro al molto pigro e già predispormi mentalmente ad andarci è uno sforzo che a volte non mi riesce.
Ma, finalmente, dopo qualche mese di attrezzi, ho un po’ di tono muscolare e posso avventurarmi nelle sale.
Nella mia unica esperienza precedente avevo scoperto che lo step va al di là delle mie capacità di coordinamento, l’incrocio casuale di gambe e braccia è assolutamente imbarazzante.
Riesco a gestire le lezioni di gag, ma senza troppo divertimento…
E allora, visto che da bambina avevo una naturale inclinazione per la lotta, ho pensato bene di presenziare all’intro di Fit-Boxe.
Alla lezione siamo in 4 tutte ragazze, la classica fighetta da palestra (eh, non ci sono solo gli uomini marpioni) con le due accompagnatrici/suddite che la circondano. Io sono sola (e mi basto).
Prima dell’intro c’è stata la lezione vera e propria, frequentata da un’amica molto brava, che saluto mentre l’istruttore si prende una piccola pausa.
Divento improvvisamente privilegiata, ho una conoscenza importante… e l’istruttore si rivolge a me per quasi tutta la lezione, parlando di come l’amica in questione ha fatto sua la disciplina, di come gestisce i colpi, di come aiuta chi comincia solo ora… Tutto questo mentre ci insegna i colpi fondamentali.
1. Portare il sacco in posizione. Il sacco pesa circa 40 kg ed ha un’altezza minima di circa 1, 60 mt. Già questo è problematico, anche se ci sono i trucchi.
2. Guardia, workout, dritto, gancio (mi sento quasi un pugile!) , calcio! Tutto questo eseguito con una base musicale di 145 bpm che da il ritmo. Pant, pant, pant…

Mi ha conquistato, l’idea di prendere a pugni e calci un sacco pieno di sabbia mi esalta, anche se ogni tanto darei una pedata alla fighetta che mi ritrovo di fianco, ma chi si crede di essere?

Tungsteno - Scisma

Filed under: Musica

Someday prendo un nastro rosso
sarà come tu lo vuoi
il mio cerchio azzurro e verde
non traspare limiti
someday prendo un pesce rosso
involucri di plastica
vado in centro e mi rifletto
in lenti divergenti blu
someway walking nelle piazze
watchin’ cielo elettrico
sotterraneo e silenzioso
corre un cavo verso sud
something splitting in fase neutro
fast connection - subito
l’elio sazio e sta inglobando atomi di idrogeno

    god bless me

tungsteno e aria
painting mondo sopra tela
zooming in togliattigrad
reaching bunker sotterraneo
stepping nell’oscurità
pulling filo interruttore noting luce unusual

  • satellites as lampadine
  • bruciano in the universe

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