Fighetto in fighettoland
L’ora di fit-boxe mi ha portato un indolenzimento generale, anche se ho picchiato il sacco con molto gusto ieri sera. Mi ha portato anche un nuovo spunto per la categoria fighetti.
Ieri c’era la versione maschile…
Maglietta senza maniche a mostrare i muscoli delle braccia e pantalone abbinato, capello con mèche che fa tanto Bon Jovi… e soprattutto quell’aria di superiorità al confronto con le povere sfigate come me.
E quindi mentre il suo amico (normale) mi ha fatto la gentilezza di portarmi un sacco, lui evitava accuratamente di starmi ad una distanza inferiore ai due metri.
Conosco bene la categoria, troppe volte ho avuto a che fare con questi macho-man che non sono capaci di andare oltre la fase visiva.
Il loro modo di fare è: guardo il viso, se abbastanza carino rivolgo la parola, se sotto parametri standard mi giro dall’altra parte e converso con qualsiasi altra persona.
A volte mi chiedo se la materia cerebrale di questi omuncoli sia paragonabile a quella dell’uomo di Neanderthal; la valutazione della femmina in prospettive fisiche è assolutamente degradante sia per la donna stessa, che per loro.
Comunque non ho dato soddisfazione all’elemento, ignorandolo bellamente, troppo impegnata a dare pugni e calci… sono molto più contenta dell’istruttore che alla fine dell’ora mi ha fatto i complimenti, dicendo proprio al fighetto come sono brava (sono amica di una delle più brave per qualcosa…
) …
