June 14, 2005

Di nuovo qui

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Il cielo grigio non aiuta di certo la mente.
L’orologio interno dice che sono le 4.20 del mattino, mentre tutto qui dice che sono le 10.20.
Spero di crollare stasera dopo la nottata in bianco che mi sono lasciata alle spalle. Ho avvisato i colleghi che oggi non sono molto in me…

Dopo giorni di orgoglio americano tornare in Italia e vedere il menefregismo italiano lascia un po’ l’amaro in bocca. Non è tanto il modo di vivere, quanto il modo di pensare l’essere collettivo.
Quello che lasci aun po’ perplessi è che loro, nostante tutto, senza la collettività non sono nulla. La maggior parte delle persone sembrano un po’ ottusa alla nostra mentalità europea, con la senzazione che, se non fosse tutto così guidato, non sarebbero in grado di fare alcune cose per noi elementari.
Però sono forti della loro collettività. Sono un grande popolo, non una grande nazione di individui.
Ed è questo che porta ad autocelebrare la nazione americana e la sua storia, ovunque.
Fino al ridicolo a volte (spesso).
Per loro non è concepibile che tu non capisca la loro lingua. Tu gli dici che non capisci quello che dicono e loro continuano imperterriti nel loro discorso, non comprendendo il tuo don’t understand.
E’ tutto un sorry, un excuse me, un you’re welcome.
Una linea immaginaria parte da ogni porta in cui è possibile si formi una coda.

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