Aria condizionata
Prendo spunto dal post di Ilallallero per parlare della grande conquista americana. L’aria condizionata.
Ovviamente l’aria condizionata negli edifici americani è eccessiva.
In ogni camera d’albergo che si rispetta la prima cosa che fa la cameriera quando sistema la camera è aprire l’aria condizionata al massimo.
In questo modo la sera, quando uno rientra in camera trova la lastra di ghiaccio pronta per fare un giro di pattinaggio.
D’altra parte cosa si può pretendere se anche la guida che ci ha accompagnato nella visita al Campidoglio dice che la sua statua preferita in mezzo a tutte quelle che hanno fatto qualcosa per il loro stato (Stato dell’USA) di appartenenza è quella dell’inventore dell’air conditioning?
Devo dire, però, che anche per me, che riesco a stare con una maglietta a maniche lunghe con 25 gradi fuori, l’aria condizionata è stata la salvezza.
Girando per Washington, con una temperatura sopra ai 30° C e un’umidità tale da formare della foschia, la sosta in qualche museo o monumento provvisto di climatizzazione artificiale era necessaria a rinfrancare il fisico e soprattutto le gambe, massacrati dal sole cocente e dall’afa imponente. Più si entrava nel profondo dell’edificio, più la temperatura scendeva, costringendo a volte ad un ritorno al sole per tentare uno scongelamento rapido, o all’utilizzo della magliettina di scorta, sempre presente, per riuscire a fare tutto il giro.
Se non ci fosse stata non so se saremmo riusciti a girare così tanto e a vedere tutto quello che abbiamo visto. Ci saremmo sciolti prima.
Poi che io dorma con la coperta quando è in funzione il condizionatore in casa è un altro discorso.
