July 5, 2005

How Soon Is Now - The Smiths

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Charmaid o grande brano degli anni 80?


I am the son
And the heir
Of a shyness that is criminally vulgar
I am the son and heir
Of nothing in particular

You shut your mouth
How can you say
I go about things the wrong way ?
I am Human and I need to be loved
Just like everybody else does

I am the son
And the heir
Of a shyness that is criminally vulgar
I am the son and heir
Oh, of nothing in particular

You shut your mouth
How can you say
I go about things the wrong way ?
I am Human and I need to be loved
Just like everybody else does

There’s a club, if you’d like to go
You could meet somebody who really loves you
So you go, and you stand on your own
And you leave on your own
And you go home, and you cry
And you want to die

When you say it’s gonna happen “now”
Well, when exactly do you mean ?
See I’ve already waited too long
And all my hope is gone

You shut your mouth
How can you say
I go about things the wrong way ?
I am Human and I need to be loved
Just like everybody else does

Sperimentazione

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Scrivo. Non sono una scrittrice. Ma mi piace mettere in fila le lettere. Premere i tasti velocemente. Non ho idee strane per la testa da mettere su questo foglio virtuale. Non ho una storia su cui intrecciare una trama complessa. L’unica storia che ho è la mia e non è neanche troppo originale.
C’era una volta… Ma forse questo è l’inizio di una favola. E io non ho vissuto in una favola.
Agli inizi degli anni 70 nasce una bimba. Ha i capelli rossi e gli occhi azzurri… La madre è bionda il padre è moro. E’ la figlia del postino? La bimba è un po’ peste e un po’ maschiaccio. Fa a pugni con la marea di cugini che si ritrova e anche con i compagni di scuola. Fino a quando non le mettono sul naso un paio di lenti. Presto, appena imparato a leggere. Dicono che legge troppo e sforza gli occhi. Ma con gli occhiali non si può più stare con i maschi. E lei non è troppo a suo agio con le femminucce tutte rosa e fiocchi. Così diventa timida, se ne sta per i fatti suoi. Fa fatica a fare amicizia. Arriva alle medie. Cominciano le prime cotte. I primi gruppi di ragazzine che additano la strana. La rossa con gli occhiali. Terribili nella loro crudeltà. E arrivano le prime lenti a contatto con l’adolescenza. Il seno cresce, cresce… ma quando smette? Si cambia scuola si va in una scuola all’80% composta di maschi. Che però in piena crisi ormonale non degnano di uno sguardo la rossa vestita perennemente di nero che si aggira per i corridoi in compagnia dell’amica soprannominata “palestra” (aveva le tette ancora più grosse). Lei ha una cotta per uno di un’altra classe. Lui neanche la guarda. L’amica si sposa subito dopo la scuola con uno più vecchio, che frequenta la stessa scuola, ma che ha conosciuto in discoteca. Lei esce dalla scuola e arriva nel mondo del lavoro. Ha una storia con uno che neanche le piace, ma è l’unico che l’ha sempre trattata bene. Poi lui la molla. E un’amica della stessa compagnia si lascia con il fidanzato storico. Si ritrovano all’inizio di un’estate speciale.
Sono tutte e due in splendida forma. Lei comincia ad accettare il suo aspetto. Dopo i 20 anni è migliorata, finalmente ha trovato la sua dimensione. E diventano le due socie. Una bionda (gli anni fanno miracoli!) e una mora. E le amiche di contorno. Hanno un giro di amicizie e di conoscenze. Frequentano locali, vanno a letto la mattina quasi tutti i giorni, si divertono a stare insieme. Poi lei conosce uno e questo ha un amico. Che piace alla socia. La socia comincia a frequentarlo. Lei si ritrova spesso sola. Ritrova un’altra amica. Le fa conoscere uno. Che le impone di non frequentarla più… Buio. Anni vuoti. Una nuova amica. Una nuova compagnia di amici. Lei sempre sola. Ma decisa ad andare avanti. Esce da casa dei genitori (Prima dei 30 anni, quale rara specie!). Trova un monolocale vicino al lavoro. Casa-lavoro-casa. Amici. Che cominciano a sposarsi. Ad avere figli. Lei sempre sola. Ritrova sul lavoro un vecchio compagno di scuola. Non erano in classe insieme, e si salutavano a malapena allora. Lui aveva i capelli, ora un po’ meno. Ma con lui ha un feeling mentale. Non si scandalizza di fronte ai suoi interessi. Anzi li condivide quasi pienamente. A volte parlano un linguaggio che manda in crisi gli amici, ma per loro normale. Lo convince ad uscire da casa dei genitori (dopo i 30, lui…!). E alla fine nell’appartamento ci si trasferisce anche lei. Convivenza a volte un po’ stretta che porta all’acquisto di una vera casa. E alla crisi di lei. Che dopo i 30 si sente più vitale che mai e non trova punti in comune con il vecchio gruppo di amici, ormai tutti alle prese con figli. Ritrova la socia. Ritrova l’altra amica. Ritrova la voglia di uscire. Mescola il tutto e riesce anche a rientrare nella sua storia, dividendo il tempo tra casa e amiche. Vita in comune e spazi solo per lei. Interessi condivisi e interessi personali.
Forse invecchiando si impara ad apprezzare se stessi. Si impara a smussare gli spigoli del carattere. Si impara a valorizzare il (poco) di buono che si ha… E si comincia a fregarsene degli altri.

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