November 7, 2005

Salmone marinato in salsa di soia

Filed under: Ricette tecno

Questa è la traduzione di una delle ricette di Jamie Oliver, il mio cuoco preferito, che ho scoperto in “Oliver Twist” su Gambero Rosso.
Tra l’altro l’ho girata ad una blogger questo weekend, e visto che è facile e molto buona la condivido qui!

Ingredienti:
Per 4 persone

1,1 Kg di filetto di salmone, senza lische e con la pelle (magari già diviso in 4 parti così è più facile)

Per la marinatura
Due pezzi grandi come un dito di zenzero fresco, pelato e grattuggiato finemente
Il succo di un limone
Il succo di due lime
1 bottiglia di salsa di soia
del mirin (è detto anche aceto di riso)

Per fare la marinatura mescolare insieme lo zenzero, il succo di limone, il succo di lime, la soia e il mirin. Mettere il tutto in un sacchetto per congelatore, di quelli grandi e spessi e aggiungere il salmone.
Agitare bene, e poi chiuderlo togliendo il più possibile l’aria dall’interno. Metterlo in frigo a raffreddare per circa 2 ore.

Dopo un paio di ore rimuovere il salmone dalla marinatura. Scaldare un griglia o una pentola che può andare il forno e mettere il salmone a cuocere per un paio di minuti sul gas con la pelle dalla parte della griglia.
Finire la cottura per 10 minuti nel forno a 190° sempre sopra la griglia.

Servire togliendo il filetto dalla pelle.

That’s the way…

Filed under: Empty's Life

Il posto dove ogni tanto mi costringo a seguire le amiche (che vanno solo li….) dovrebbe essere una discoteca. Nell’insieme, però, ricorda più una balera che un locale alla moda (che non è).
La musica rigorosamente anni 70, 80 e qualcosa dei 90, per essere moderni, dà solo tristezza soprattutto perchè cantata e suonata da gruppi dal vivo di dubbie capacità.
Le bpm sono talmente basse che il suono sembra risalire dalla pista invece che arrivare dall’alto.
Ma c’è una cosa che mi solleva un po’ ed è il genere di umani che frequentano questi luoghi.
Gli uomini normalmente sono talmente ubriachi da non riconoscere più i divani dalle donne, tanto che si buttano indifferentemente sopra ad entrambi.
Le donne sono un punto di forza, esseri talmente fuori dal mondo da avere quasi fascino, a loro modo. Quella che più fissavo, anche se non avrei voluto, era riuscita in un mix ad alto contenuto esplosivo. Capello cortissimo, spalle larghe, statura media, da dietro si poteva scambiare per un uomo, se non fosse stato per l’abbigliamento. Top nero con scollo all’americana, tulle e strass sul davanti e schiena scoperta con bottoncino che chiudeva in alto. Gonna bianca e nera e sottogonna nera in tulle con orlo a dir poco irregolare: scopriva le ginocchia per poi toccare quasi terra in altri punti. A completare il tutto calze nere velate e tronchetti alla caviglia con tacco alto che evidenziavano dei polpacci degni di un centometrista. L’effetto nell’insieme era di un trans cicciottello travestito per carnevale… peccato che, vista in faccia, non ci fossero dubbi sul fatto che fosse donna…
Per toglierci da questa visione io e l’amica, che, come me, non ama molto il genere musicale, ci siamo spostate nella sala definita privè. Qui siamo incappate in una cosa forse ancora più mostruosa, donna con seno molto prosperoso (penso una sesta) con indosso solo un top che copriva la montagna, senza nessun sostegno. La signorina in questione oltre al completare il tutto con una minigonna di pelle ad altezza ascellare (per contenere la pancia), ballava dondolandosi, creando un effetto onda alquanto imbarazzante (per noi che le stavamo accanto) .

Il finale di serata è stato coronato da un guasto all’impianto elettrico dell’auto (spero che non sia la centralina…)

Non vedo l’ora di tornare a ballare con la socia…

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