Cose che mi fanno incazzare

Leggo gli articoli sul terzo primo posto di Giorgio Rocca su tre slalom e mi cade l’occhio su un link nella pagina dello sport di Tgcom.
“Nonostante portino il pettorale rosso, simbolo dei migliori della stagione, Giorgio Rocca e Max Blardone non hanno ancora uno sponsor, anche se le Olimpiadi di Torino 2006 sono alle porte.
A Kranjska Gora, Rocca ha sciato con un casco con la scritta: “Spazio in vendita” e Blardone, giunto 2°, esibiva il logo di una Onlus per bambini africani. “Purtroppo in Italia - spiega Blardone - non c’è qualcuno che crede nello sci”.
A meno di due mesi dalle olimpiadi invernali in ITALIA due atleti ITALIANI non hanno uno sponsor che li supporta?
Mi ricordo quando mio fratello, qualche anno fa smise di fare fondo dopo aver fatto le prime gare zonali. Erano necessari degli sponsor per poter andare avanti e lui non aveva voglia di sbattersi per cercarli, visto che era quasi impossibile… L’alternativa era arruolarsi in qualche forza armata cominciare a fare le gare interne come atleta e sperare.
Il fondo è il fratello povero dello sci alpino che necessita di molti più investimenti per poter portare avanti le capacità di un atleta.
Un atleta come Giorgio Rocca che ha fatto tre primi posti su tre slalom (altro che piazzamenti, è il migliore!) non riesce ad avere un cavolo di adesivo sul caschetto che indichi una società che lo sponsorizza (e ci mette il logo dell’Unicef).
E l’ironia più grande sta nel fatto che Bode Miller (gran campione, per carità) che all’ultimo gigante, dove Blardone è arrivato secondo, è uscito nella seconda manche, ha come sponsor la Barilla.

